Briatore e il rapporto degli italiani con la ricchezza Briatore cerca di spiegare, dal suo punto di vista, il rapporto che hanno gli italiani con la ricchezza.

Briatore e il rapporto degli italiani con la ricchezza Briatore cerca di spiegare, dal suo punto di vista, il rapporto che hanno gli italiani con la ricchezza.

Flavio Briatore è un imprenditore e dirigente sportivo italiano conosciuto per i suoi successi in Formula 1 e per i suoi investimenti nel turismo di lusso. In questo suo saggio cerca di spiegare, a modo suo, il rapporto che hanno gli italiani con la ricchezza; o meglio ancora, con chi è ricco. Nella parte posteriore del libro di Briatore è stampata la seguente citazione di Indro Montanelli.

Quando un italiano vede passare una macchina di lusso. Il suo primo stimolo non è averne una anche lui, ma tagliarne le gomme.

Come si può ben capire, l’autore scrive il libro in modo molto provocatorio verso l’italiano medio. In realtà Briatore ha sempre avuto un atteggiamento provocatorio e presuntuoso e per questo motivo è circondato da haters sui social media. Molti di loro scarterebbero a priori  di leggere il suo saggio e per questo si sbaglierebbero. Personalmente penso che i contenuti di Sulla Ricchezza debbano essere presi con le pinze. Il libro infatti, non contiene solo concetti che reputo giusti ma contiene anche alcuni passaggi che non condivido. Partirò proprio da questi prima di concentrarmi sulle cose di cui sono d’accordo.

Briatore Ricchezza
Briatore Sulla ricchezza

 

 

 

Sulla Ricchezza di Briatore inizia subito con le provocazioni verso il popolo italiano che, secondo l’autore, etichetta i ricchi come cafoni arroganti che ostentano la loro ricchezza. Il popolo italiano non permette ai milionari di godere delle bellezze del bel paese e preferisce far scappare i facoltosi turisti e i grossi investitori. Questo libro è molto legato al progetto del Twiga che Briatore aveva pensato per il Salento. Un progetto irrealizzato di cui personalmente non ne conosco la storia, se non il fatto che i cittadini salentini non hanno accolto in modo favorevole l’investimento.

Flavio Briatore
Flavio Briatore

Questa vicenda porta le critiche dall’italiano medio verso i meridionali. Trasformando il libro in una sorta di sfogo; ed è un peccato perché alcuni passaggi scritti nel libro sono veramente interessanti.

Tuttavia, colgo alcuni passaggi per controbattere ciò che scrive l’autore. Briatore scrive di un sud Italia in ginocchio rispetto al nord Italia e il resto d’Europa. Egli riporta le statistiche secondo cui negli ultimi anni sono emigrati dal sud 1 milione 113 mila persone, la maggior parte delle quali concentrate nella fascia d’età produttiva, ovvero fra i 25 e i 34 anni. Poi prosegue il discorso dicendo che dal meridione partono via molte menti brillanti. Mentre resta chi è ben immischiato nei giri del clientelismo. E questo purtroppo è vero.

aeroporti sud
La figura mostra una maggiore concentrazione di aeroporti nel nord Italia.

Briatore parla anche di grossi sprechi di denaro pubblico e di opere incompiute. C’è da dire però che questo fatto, seppur vero, è comune a tutto il bel paese; poiché, di scandali si sente sempre parlare da nord a sud. Faccio notare, inoltre, che il meridione ha meno infrastrutture rispetto al nord Italia. Infine, lo stesso Briatore sostiene successivamente nel libro che i turisti hanno bisogno di servizi e infrastrutture. Per questo motivo egli smentisce se stesso.

La distribuzione delle infrastrutture mostra come è stata distribuita la spesa pubblica nel corso degli anni. Osservando l’immagine a lato pare evidente che questa sia stata distribuita in modo poco equo dallo stato. Il sud ha bisogno d’investimenti in infrastrutture ma se ne parla soltanto in campagna elettorale. Poi nulla di concreto (P.S.: siamo alle porte della prossima campagna elettorale, quindi attenzione alle promesse che sentite 😉 ). In Italia esiste il Svimez, un ente privato che si occupa dello studio dell’economia del mezzogiorno. In questo articolo de Il Fatto Quotidiano il direttore dell’ente spiega che il meridione è vittima di una desertificazione di idee, investimenti e persone.

Il libro Terroni di Pino Aprile, presente tra le mie recensioni, analizza tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero Meridionali. Reputo giusto riflettere su queste considerazioni e consiglio a tutti di leggere questo libro perché può essere una critica costruttiva da cui partire per unire il paese.

Detto ciò è il momento di passare agli aspetti interessanti del libro. Si tratta delle critiche di Briatore sul sistema italiano, problematiche da superare per tornare ad essere competitivi. Queste possono essere riassunte con alcuni concetti principali:

  • Capacità strategico-organizzative e di marketing. L’autore prende l’esempio degli allevatori sardi che, pur essendo produttori di un ottimo formaggio, non riescono a commercializzarlo in modo ottimale e a generare ricchezza grazie ad esso. Questo, ahimè, è un fattore comune a moltissimi artigiani meridionali; i quali, non riescono ad unire le proprie sinergie per uno scopo comune. Molte produzioni potrebbero avere organizzazioni analoghe a quelle del parmigiano o di altri consorzi conosciuti nel mondo. Non è un peccato non sfruttare la possibilità di vendere molti prodotti di nicchia nel mondo? Con le tecnologie digitali è possibile implementare le necessarie politiche di marketing e organizzare tutte le operazioni.
  • Problematiche strutturali hanno azzerato la capacità produttiva delle aziende italiane nel corso degli anni. Il sistema Italia ha un panorama industriale vecchio che non è in grado di competere con i produttori sempre più competitivi e tecnologicamente avanzati. Inoltre, molte PMI sono a conduzione familiare; mentre i migliori manager dovrebbero essere individuati nel mercato. Infine, molti prodotti hanno le stesse caratteristiche del passato. Questo rende le aziende meno competitive poiché, a parità di prodotto, la produzione nei paesi in via di sviluppo costa meno. Io aggiungerei anche che l’Italia, fino a qualche tempo fa, è stata molto assente nel settore digitale; proprio quello che è cresciuto tantissimo negli ultimi anni (P.S.: sono molto contento di lavorare in Reply, una delle più grandi aziende italiane a lavorare nel digitale).
  • Burocrazia. Questo è un altro problema citato da Briatore e sicuramente condiviso da molti. Inoltre, Briatore scrive a proposito di Singapore che ha ridotto drasticamente la burocrazia facendo lavorare le migliori menti nel settore pubblico. In particolare, non solo sono stati assunti i migliori negli uffici pubblici, ma sono stati anche formati presso le più prestigiose università del mondo. Come sappiamo, nel mondo, molti emigrati italiani occupano prestigiosi posti di lavoro e stanno facendo una splendida carriera. Non sarebbe il caso di riportarli in Italia ed impiegarli per rendere più efficiente il paese?
  • Privatizzazioni e abbassamento delle tasse. Alcuni settori potrebbero essere maggiormente privatizzati per rendere più fluida l’erogazione dei servizi ai cittadini ed alleggerire il bilancio dello stato. Inoltre, tasse e imposte sono molto alte e dissipano ricchezza che altrimenti resterebbe in circolo nel sistema economico.

Concludo dicendo che questo libro è molto scorrevole e può essere letto in una sola giornata. Consiglio ai lettori di leggere il libro se curiosi e di lasciare da parte i propri pregiudizi.

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In evidenza: Sulla ricchezza. Se l’Italia non vuole il benessere, è perfetta così, Flavio Briatore, Carmelo Abbate ( Sperling & Kupfer, 24 aprile 2017)

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